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Nei primi anni ottanta |
Sportsman Club esce dalla prima sede e raggiunge
ogni settore della città, proponendo servizi davvero
rivoluzionari per il tempo. Ecco i suoi record.
Primo club in Italia aperto trecentosessantacinque giorni all’anno,
primo a rinchiudere in una sola quota di iscrizione tutti i
servizi offerti, con frequenza libera e senza limite di erogazione,
primo a non far assillare i propri associati da una schiera
di venditori interni aggressivi e instancabili.
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Da allora |
chi si iscrive allo Sportsman Club lo fa per
sua libera e autonoma scelta, e non viene mai infastidito da
richieste di spendere più della quota stessa. Chi metteva
per la prima volta la testa dentro uno Sportsman Club capiva
senza mezzi termini che quello era davvero tempo libero, non
condizionato da imposizioni.
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L'intuizione |
era buona e, contrariamente alle attese dei
fautori dell’aggressività di mercato, portava un
notevole successo di pubblico. I proprietari delle altre palestre
percepivano un profondo disagio, abituati com’erano al
clima tradizionale di immobilismo: quello che sfuggiva agli
operatori del tempo era che per la prima volta vi era una richiesta
viva e pressante di esercizio fisico e sport praticato e che
l’utenza diveniva sempre più competente ed esigente.
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Grandi numeri |
erano alle porte, e le strutture di allora,
ricche nei casi migliori di disimpegni e povere di sale operative
(il motore di una palestra), non erano attrezzate per fronteggiarli.
Nel 1983 il terzo Sportsman Club nasce, tra l’altro, con
una sala di esercizio di mille metri quadrati allestita con
oltre duecento macchine isotoniche, in un periodo in cui sembrava
temeraria una palestra di cinquecento metri quadrati complessivi.
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I club |
salgono a cinque.
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