Storia
Sportsman Club: storia 1978
Sportsman Club: storia 1981-1987
Sportsman Club: storia 1988-1999
Sportsman Club: storia 2000-oggi
 


Nei primi anni ottanta
Sportsman Club esce dalla prima sede e raggiunge ogni settore della città, proponendo servizi davvero rivoluzionari per il tempo. Ecco i suoi record.

Primo club in Italia aperto trecentosessantacinque giorni all’anno, primo a rinchiudere in una sola quota di iscrizione tutti i servizi offerti, con frequenza libera e senza limite di erogazione, primo a non far assillare i propri associati da una schiera di venditori interni aggressivi e instancabili.



Da allora
chi si iscrive allo Sportsman Club lo fa per sua libera e autonoma scelta, e non viene mai infastidito da richieste di spendere più della quota stessa. Chi metteva per la prima volta la testa dentro uno Sportsman Club capiva senza mezzi termini che quello era davvero tempo libero, non condizionato da imposizioni.



L'intuizione
era buona e, contrariamente alle attese dei fautori dell’aggressività di mercato, portava un notevole successo di pubblico. I proprietari delle altre palestre percepivano un profondo disagio, abituati com’erano al clima tradizionale di immobilismo: quello che sfuggiva agli operatori del tempo era che per la prima volta vi era una richiesta viva e pressante di esercizio fisico e sport praticato e che l’utenza diveniva sempre più competente ed esigente.



Grandi numeri
erano alle porte, e le strutture di allora, ricche nei casi migliori di disimpegni e povere di sale operative (il motore di una palestra), non erano attrezzate per fronteggiarli.

Nel 1983 il terzo Sportsman Club nasce, tra l’altro, con una sala di esercizio di mille metri quadrati allestita con oltre duecento macchine isotoniche, in un periodo in cui sembrava temeraria una palestra di cinquecento metri quadrati complessivi.



I club
salgono a cinque.